Il Profilo di Qualità (PQ) italiano non è un modello generico, ma un documento tecnico stratificato che integra:
– Le indicazioni della Camera Nazionale del Cinema su tonalità naturali e gestione del contrasto (ISO 22896-1:2021, sezione 7.3);
– Le linee guida Cinec per la riproduzione fedele del colore in ambienti professionali;
– L’analisi spettrale dei dispositivi di acquisizione, con calibrazione personalizzata per il range 4K (3840×2160, 10/12/16 bit).
Esempio pratico: per una scena con toni della pelle in luce naturale, il PQ impone una gamma tipo 2.4:1, con luminanza minima 1.2 cd/m² e massima 65 cd/m², e un SNR superiore a 90 dB per eliminare rumore visibile in ombra.
“La qualità non si misura in megapixel, ma nella fedeltà con cui il colore resiste al passaggio da camera a monitor, fino al cinema.”
Il PQ richiede un ambiente di lavoro calibrato:
– Monitor Spark ColorPro o X-Rite i1Display Pro con profilo ICC personalizzato (livello 10-bit, delta E < 1.5);
– Transfer sicuro via protocollo lossless (Proxy non distruttivi con backup SHA-256);
– Controllo bitstream con MediaInfo e FFmpeg:
ffmpeg -v error -log level:error -i input.mp4 -c copy -profile PQ4K -pix_fmt yuv420p output.matroska.log
Questa procedura evita perdite di gamma e artefatti di compressione, fondamentale per il 4K con dinamica estesa.
La correzione primaria si basa sul profilo sceneggiatura, con attenzione ai toni della pelle (analisi spettrale con ColorChecker Passport) e alle profondità cromatiche (utilizzo di LUT personalizzate tipo 2.0, generate via DaVinci Resolve con dati spettrali reali). La correzione secondaria impiega rumore AI (DxO PureRAW con database cinematografico) e maschere localizzate per scene critiche (es. volto in primo piano), riducendo il noise senza appiattire i dettagli.
Esempio: in una ripresa notturna con 10 bit, il rumore viene ridotto del 70% con filtro unsharp mask a soglia 0.8 e soglia di contrasto 0.6, preservando la texture della pelle.
La validazione tecnica si basa su metriche oggettive:
– Luminanza media: 38 cd/m² (ideale per scene emotive);
– Gamma 2.4:1 misurata con DisplayMate Flash Pro, con analisi spettrale per garantire assenza di distorsioni;
– Rumore SNR > 85 dB in aree luminose;
– JPEG artifact analizzati via tool Python custom (es. libreria `pixmagick` + `matplotlib`) per rilevare compressione dannosa.
Tabella 1: Confronto tra PQ standard e PQ 4K Italiano
| Parametro | Standard Internazionale | Metodo Italiano |
|---|---|---|
| Gamma | 2.4:1 | 2.4:1 (rigorosamente misurata) |
| Luminanza media | 30–40 cd/m² | 38 cd/m² (valore target) |
| SNR (rumore) | 80 dB | 90 dB (minimo richiesto) |
| Rumore JPEG | <10% visibile | <3% in aree neutre |
“Un frame perfetto in post è misurabile: non solo bello, ma misurabile. Il controllo quantitativo è la base del controllo qualità.”
– **Artefatti di compressione**: identificati tramite de-interlacing manuale e regolazione bitrate dinamico (non inferiore a 100 Mbps). Usare script Python per rilevare anomalie nei frame interni.
– **Incoerenza cromatica tra scene**: risolta con LUTs dinamiche calibrate su riferimenti spettrali (es. scene di transizione con cambio di illuminazione), automatizzate con frame-by-frame scripting in Blackmagic Design Nucoda.
– **Perdita di dettaglio in zoom**: applicazione di sharpening selettivo con filtro unsharp mask: soglia 1.2, raggio 1.5 px, intensità 30%, evitando sovraesposizione dei bordi.
Tabella 2: Checklist Rapida per la Correzione Qualità
| Controllo | Azioni |
|---|---|
| Gamma | Verifica con ColorChecker Passport; correzioni in Resolve. |
| Rumore | Mappa JPEG con script Python; sostituisci con PureRAW se >5% in aree critiche. |
| Coerenza cromatica | Sequenzializzazione scene con tracking visivo; confronto side-by-side contro master certificati. |
| Bitstream | Validazione SHA-256 su proxy; verifica con `ffprobe` per integrità. |
La tecnica del “timecode alignment” permette di sincronizzare riprese multiple per identificare frame anomali (es. flash intermittente). Automazioni con DaVinci Resolve Scripts permettono di applicare correzioni in batch su cataloghi di scene, con log dettagliati per audit.
Esempio: script Python che rileva variazioni luminance >2% tra frame e applica correzione automatica:
import subprocess
def correggi_luminanza(frame_path):
cmd = f”ffmpeg -i {frame_path} -vf ‘eq=luminance=45’ {frame_path}_corretto”
subprocess.run(cmd, shell=True)
Il feedback loop con Direttore e Direttore Fotografo avviene tramite markup visivo in Adobe XD, con annotazioni precise su frame da rivedere, garantendo iterazioni rapide e controllo assoluto.
L’integrazione con repository sicuri come IT-SAFE e Archivio del Cinema garantisce versioning permanente e tracciabilità, fondamentale per produzioni multiple. Corsi certificati Istituto Italiano di Cinema (Cinec Academy) offrono formazione sui latest standard spettrali e correzione AI, con laboratori pratici su scenari tipicamente italiani (luci di Roma, contrasto montagna vs mare).
Standardizzare i template di progetto con parametri PQ predefiniti (es. LUT, curve, bitrate) assicura uniformità across produzioni, riducendo errori e accelerando il workflow.
Il Tier 2, esplorato qui, non è un protocollo rigido, ma un framework dinamico che unisce arte e precisione tecnica. Dal controllo spettrale del PQ alla correzione selettiva basata su edge detection
